I lavori in crescita del 2026
Le nostre riflessioni all'ultimo articolo di Linkedin sul tema nuove professioni più cercate dell'anno.
Tu cosa ne pensi dei Lavori in crescita, l’ultimo articolo pubblicato dalla redazione di LinkedInNotizie “I 15 lavori che crescono di più in Italia” .
Hanno individuato questi come i lavori caldi del 2026:
Ingegnere dell’intelligenza artificiale
Direttore AI
Specialista HSE
Ingegnere sistemi avionici
Bioinformatico
Wealth manager
Project manager
Ingegnere elettrico
Consulente sviluppo commerciale
Tecnico commerciale
Responsabile approvvigionamento
Contabile
Controller
Responsabile vendite
Consulente strategico
Cosa ci racconta questa ricerca
Le mie riflessioni a caldo: oltre metà delle professioni è dentro lo STEM: AI engineer, direttori AI, bioinformatici, ingegneri avionici ed elettrici, segnale chiaro di un’economia che si gioca sempre più su dati, automazione e sistemi complessi, cosa che a me piace molto poco :(
L’AI appare sia come competenza tecnica (LLM, RAG, MLOps) sia come funzione di governance (direttore AI che presidia etica, compliance e strategia), a conferma che non basta “smanettare” con i modelli.
Mi colpisce l’assenza dei ruoli cyber, nonostante le evidenze di crescita strutturale e i gap di competenze segnalati da organismi europei e internazionali.
Preoccupante invece che non compaiano ruoli esplicitamente dedicati a benessere, people development, change management: eppure l’articolo stesso sottolinea che l’AI sta ridefinendo percorsi lavorativi e che molte persone faticano ad adattarsi, tema ripreso da diversi commenti di psicologi, HR e coach. E quindi che si fa ce ne sbattiamo? Spero di no e io in prima linea di sicuro no!
Dove investire davvero?
L’elenco conferma che il lavoro non diventa “solo tecnico”: crescono i profili ibridi, in cui competenze di prodotto, dati, vendite e strategia convivono con capacità di tradurre complessità in decisioni e roadmap (insomma il 2026 potrebbe essere l’anno dei profili unicorno... e in Unicornucopia ne sappiamo qualcosa)
Dovremo mettere al centro skill spesso catalogate come “soft” ma che sono strutturali: capacità di prendere decisioni nell’incertezza, negoziazione, gestione del conflitto, responsabilità, facilitazione tra mondi diversi (tech, business, sicurezza, persone).
Ti lascio con questo interrogativo: quanto è allenata la tua capacità di apprendere, riposizionarti e far dialogare umani e macchine in contesti sempre più rapidi e interdipendenti?”
Considerazioni finali per chi lavora e gestisce il cambiamento
Usa questa liste come bussola, non come qualcosa di definitivo: sono informazioni utili per leggere dove si concentra oggi la domanda, ma da integrare con trend macro (AI, cyber, sostenibilità, benessere organizzativo) e con la propria identità professionale.
Se ti occupi di trasformazione digitale, HR, formazione o coaching, l’opportunità non è “rifarti il titolo” sulla base della classifica, ma posizionarti come architetto delle competenze che permettono a team e organizzazioni di reggere l’onda lunga dell’AI.
In un mercato in cui i ruoli cambiano più velocemente dei report, la vera “professione in crescita” è quella di chi sa progettare percorsi di apprendimento continui, sostenere le persone nel cambiamento e trasformare la tecnologia in valore, non solo in hype.
Tu cosa ne dici?



