Racconta al mondo chi sei, scrivi il tuo messaggio

Ascolta “#65. Racconta al mondo chi sei” su Spreaker.

Se hai letto i miei ultimi articoli ed eseguito gli esercizi, dovresti aver tra le mani una frase che ti descrive al meglio e le idee un po’ più chiare sul perché hai scelto di diventare uno scrittore o più in generale un creatore di contenuti.

Dovresti avere ben chiaro il target di lettori a cui ti rivolgi e la promessa che ti impegni a onorare settimana dopo settimana.

Ora proviamo a far atterrare tutto questo sui tuoi profili social: è il momento di scrivere il tuo messaggio.

Prima di dimenticarmene, sappi che parlerò proprio di questo argomento al Salone Internazionale del Libro di Torino: cerca l’evento Socialbookcamp nel programma ufficiale della fiera.

Dopo aver parlato in modo specifico di promessa nell’articolo precedente, oggi spostiamo la nostra attenzione sul messaggio.

Cos’è il messaggio?

Il messaggio ribadisce e rinforza promessa e posizionamento.

Se noi fossimo la Ferrero, sarebbe il #buongiorno che ogni mattina inizia con una colazione a base di Nutella o di uno degli altri loro biscotti o merende.

Questa esperienza si vive ogni giorno ed è proprio grazie a questo comportamento che il messaggio si rinforza.

Ogni giorno è la chiave, il segreto del messaggio.

Poi, senza essere troppo fiscali, ogni giorno non significa proprio OGNI giorno.

Il nostro messaggio può anche essere condiviso sui social 2 o 3 volte a settimana, ma quello che è importante è che il messaggio sia sempre lo stesso: detto, o meglio, scritto e raccontano in modo diverso.

La promessa è una, i messaggi sono infiniti e tutti sostengono la promessa.

Ora capisci la sequenza logica che abbiamo percorso in queste settimane, con gli ultimi articoli?

Siamo partiti dal tuo posizionamento e la tua unicità, poi ci siamo chiesti chi è interessato ad ascoltarla, poi abbiamo lavorato sulla promessa e oggi il focus è il messaggio.

Già il messaggio.

Cosa dire? Cosa scrivere? Cosa raccontare?

Riccardo Scandellari, nella seconda edizione di Fai di te stesso un brand, edito da Flaccovio Editore, ci ricorda che “alla gente piace seguire tre tipi di account:

  • chi ha interessi simili
  • quelli da cui possono imparare qualcosa
  • persone famose o fonti di notizie.

Se non sei già una persona famosa o una fonte di notizie, qui nello specifico stiamo parlando di quotidiani e testate giornalistiche, allora appartieni a una delle prime due categorie.

Il tuo messaggio risponde a bisogni, curiosità, sfide, problemi di chi ha interessi simili ai tuoi?

Il tuo messaggio risponde al bisogno di altre persone di imparare qualcosa di nuovo dai tuoi contenuti?

Se scrivi gialli, quanto è ampia la tua conoscenza del genere al punto di parlare ogni settimana di uno scrittore di gialli diverso?

Per farti un esempio: io sono rimasto profondamente colpito, spiazzato e lasciamelo dire anche a bocca aperta, quando ho ascoltato la puntata numero 200 del podcast “Content Marketing Italia” dal titolo “Come costruire una Repubblica grazie ai contenuti. In questo podcast il suo creatore, Alessio Beltrami, ci parla di Agatha Christie, sì proprio della scrittrice di che ha dato vita a Miss Marple e Poirot.

Se ascolterete questo podcast, vi troverete davanti a un concentrato di puro valore: un’ora e 17 minuti di messaggio che ribadisce il posizionamento di Alessio Beltrami, una “Fottuta rockstar del Content Marketing” e diamine se lo è, mai mi sarei aspettato di imparare così tanto sulla comunicazione aziendale da Agatha Christie.

Come ci ricorda anche Alessandro Mazzù, tra gli esperti di personal branding in Italia, ognuno di noi deve “capire come fare di quell’insieme di caratteristiche umane e professionali un valore unico, spendibile per collocarti quale professionista meritevole di fiducia e credibilità” (puoi leggere l’intero articolo sul suo blog).

Una volta capito questo punto chiave, è il momento di scrivere e ribadire questo concetto.

La parte più difficile in questo caso è fare un passo di lato ed evitare di creare una serie di post stile “chi si loda s’imbroda”, come diceva sempre mia nonna.

Sui social le persone non vogliono leggere i nostri IO qui, IO lì, IO su, IO giù: dobbiamo mettere in cantina il nostro ego e lasciarlo lì per un po’.

Insieme all’ego in cassaforte possiamo mettere anche frasi tipo “leader di settore”, “il miglior scrittore”, “il miglior creatore di questo o quello” e tutte le centomila varianti del caso.

Se hai le carte per essere competente, mostralo e basta: fammi capire che ne sai di un argomento interagendo con gli altri, rispondendo alle domande poste da altri utenti, raccontando i tuoi casi di successo; parlaci delle presentazioni con decine di persone in fila per il firmacopie, o delle dirette online con 40, 50 o persino 100 persone.

Se scrivi testi di marketing, parla su LinkedIn del tuo approccio, invita il tuo pubblico a delle live dove si possono confrontare con te.

Se scrivi romanzi, invita le persone a una diretta dove condividi alcuni passi tratti dal tuo testo e chiedi loro cosa ne pensano.

Se scrivi poesie, raccontaci la storia di come sono nate.

Se parli di sport, ogni giorno suggerisci degli esercizi da fare o condividi i tuoi risultati, i tuoi allenamenti.

Il mantra è ogni giorno, dove ogni giorno significa più volte a settimana, almeno 2, meglio 4 o 5.

Ma onde evitare di tuffarti in un’impresa più grande delle tue energie, parti con due post a settimana e aumenta a 3 solo dopo un mese e datti come obiettivo di arrivare a 5 entro 6 mesi.

Non buttare lì i tuoi messaggi, curali almeno un po’ prima di condividerli col mondo e poi sperimenta, varia, cambia, guarda cosa fanno gli altri, copia, prendi spunto, vola, gioca, divertiti e stupisci e tutto il mondo sarà pronto a seguirti.

 

 

Photo by Felicia Buitenwerf on Unsplash

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