Scegli chi sei

Qual era Davide il tuo posizionamento quando hai iniziato a lavorare?

È una domanda che arriva puntuale quasi ogni anno durante i Master in editoria dove insegno: nasce spontanea durante la lezione su Linkedin e Personal branding.

È una domanda articolata, una domanda che spaventa proprio perché all’inizio della carriera di ognuno di noi, noi non siamo nessuno e spesso non sappiamo nemmeno cosa vogliamo fare o diventare da grandi.

In questo podcast oggi voglio provare a parlarvi di questo tema facendomi aiutare da tre grandi esperti.

25 anni fa quando ho realizzato il mio primo sito web, non sapevo nemmeno cosa fosse il personal branding e parole come posizionamento, unique selling proposition e unique value proposition erano a me sconosciute.

Poi ho incontrato sul mio percorso il libro “La mucca viola” di Seth Godin che mi ha aperto un mondo: da quel momento non mi sono più perso un libro di questo grande autore.

È stato lui a farmi interrogare su quella domanda, qual è la mia unicità, o l’unicità del mio prodotto: “In un mondo di mucche marroni, qual è la tua mucca viola?”

Queste domande mi hanno spinto a interrogarmi sul perché già all’epoca spendessi così tanti soldi in libri e riviste di informatica per aggiornarmi sui temi del digitale: volevo fare la differenza. Fin dall’inizio volevo approcciarmi alle sfide dell’informatica con un approccio diverso, non mi accontentavo di trovare una soluzione, volevo trovare la soluzione più ottimizzata e performante, c’era una forza più grande che mi spingeva a sfidarmi e a mettermi in discussione ogni volta.

Non avevo ancora tutte le competenze e l’esperienza per riuscire in quella sfida, però ce la mettevo tutta: raccoglievo le sfide che lanciavano i clienti, anche le più strane, folli, pazze, irrealizzabili e alla insieme al team portavamo a casa il risultato promesso.

E quel risultato era qualcosa di pazzesco, quasi impensabile per quei tempi: visto che stiamo parlando di portali e soluzioni e-commerce realizzate nei primi anni duemila.

Avevo trovato l’unicità o qualcosa che si avvicinava all’unicità e ad una proposizione unica di valore.

Col senno di poi mi sarebbe piaciuto aver trovato sulla mia strada già allora alcuni libri pubblicati negli ultimi anni: forse all’epoca i tempi non erano ancora maturi, oggi lo sono e voglio proprio partire da qui, anzi da loro.

Copertina Libro Alternative scritto da Sebastiano ZanolliSebastiano Zanolli nel suo libro “Alternative: Aspira al meglio, preparati al peggio e tieni sempre pronto un piano B” ci spiega chiaramente che “Oggi lavoriamo per il nostro progetto futuro dovendo obbligatoriamente fare i conti con il nostro passato.” e come ricorda Sebastiano poche pagine più avanti, “abbiamo l’obbligo di fare del nostro meglio, per far sì che il nostro futuro sia orgoglioso di noi.

Per rinforzare il nostro personal branding, per iniziare a raccontare la nostra unicità, il nostro valore, la nostra competenza, insomma il perché scegliere noi, Sebastiano Zanolli dà questo consiglio “Punta a essere una persona a cui gli altri si rivolgono per un consiglio piuttosto che sperare che un algoritmo consigli te, su questo o quel social, per avere un’altra opportunità. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.

Non sono le vanity metrics a renderci degli esperti o ad affermare la nostra unicità, sono le relazioni e i legami, sono i nostri contenuti che parlano per noi e raccontano noi stessi.

Dimmi chi sei Riccardo ScandellariRiccardo Scandellari nel suo libro “Dimmi chi sei”, edito da Roi Edizioni, racconta il paradosso di Internet: “Internet è, per la maggioranza, il luogo in cui ci si promuove gratis e in modo veloce” eppure “Promuoversi su Internet non è veloce né tanto meno gratis.

Raccontare chi siamo è un mestiere, un lavoro magari parallelo al lavoro quotidiano che ci aiuta ad arrivare alla fine del mese, è tempo extra investito nel lasciare una traccia, una riflessione, un contributo che ribadisce chi siamo.

In questo lavoro di narrazione continua potremmo essere attirati da scorciatoie e trucchetti vari ma… come ci ricorda Riccardo “Ogni volta che eviti il giusto in favore del facile, ti stai illudendo e ti poni all’interno di un modello inconsistente di promozione vaga e inefficace. Puoi essere onesto e apparire umano dove il resto dei concorrenti comunica per slogan e offerte al ribasso.”

Per ottenere i primi risultati ci vuole tempo, ma questa strategia lenta è l’unica in grado di portare risultati certi e tutti questi concetti sono riassunti in queste frasi di Riccardo Scandellari: “Si tratta di generare familiarità, aspettative e credibilità in un pubblico distratto, che tende a non fidarsi del primo che passa sotto le dita sul proprio smartphone. La cosa che devi considerare è che pochissimi lo stanno facendo e che i più iniziano solo per mollare nelle settimane immediatamente successive. I comunicatori più costanti sono quelli che hanno capito quanto sia conveniente produrre contenuti. Molti seminano, pochi coltivano, pochissimi arrivano a raccogliere i frutti. Il tempo è un sottoprodotto della motivazione, il nostro comportamento è dettato dalla relazione tra causa ed effetto. Se non ci è chiaro l’effetto, oppure lo percepiamo incerto, non investiamo sulla causa scatenante. Questo è il motivo per cui quasi tutti i comunicatori mollano e sono pochi quelli che ottengono risultati: causa, effetto. Visione e motivazione.

È la nostra tenuta che ci porta giorno dopo giorno ad affermare il nostro valore, a comunicarlo, a ribadirlo con ogni nostro contenuto: post, blog, articoli, news, interviste, podcast, contenuti video.

Il nostro io di domani, il nostro personal branding realizzato che ha raggiunto il suo obiettivo ha le radici nel nostro io di oggi e nel passato che ci ha guidato fin qui.

Tutto parte dall’azione, tutto parte dall’agire.

Copertina La pratica scritto da Seth Godin edito da Roi EdizioniLo sa bene Seth Godin che, nel suo libro “La pratica”, edito da Roi Edizioni spiega: “La verità è più semplice: se volete essere un leader, allora assumete un ruolo guida. Se volete essere uno scrittore, allora scrivete. “Io sono al servizio” è qualcosa che ognuno di noi può scegliere di diventare. Ci vuole solo un istante per iniziare. Il disagio e lo scetticismo che potreste provare quando vi imbattete nella semplicità di questa inversione (fare quindi essere) è proprio la ragione per cui dobbiamo adottare una pratica.

Per la pratica non importa quando decidete di diventare un artista. Ciò che conta è soltanto che lo decidiate.

Agire “come se” è il modo in cui acquisiamo identità.

Scrivete su un blog ogni giorno. È facile, è gratuito e sancisce la vostra identità molto prima che il mercato si preoccupi di chi siete e cosa fate.

Gli scrittori scrivono. I podisti corrono. Sancite la vostra identità realizzando il vostro lavoro.

Ora sta a voi iniziare questo cammino, questo percorso: partite leggeri, partite con piccole azioni quotidiane, fate in modo che diventino delle abitudini, che sia la costanza a sostenere il vostro avanzare.

Provate e se avete difficoltà non fermatevi, chiedete aiuto, fatevi aiutare, all’inizio il cammino è in salita ma vi assicuro che una volta arrivati sulla cima… accadranno due cose:

  1. scoprirete che da lassù la vista è mozzafiato
  2. che ci sarà una nuova montagna da scalare

Buon viaggio!

 

Photo by Pablo Heimplatz on Unsplash

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