Qual è la tua promessa?

Ascolta “#64. Qual è la tua promessa” su Spreaker.

 

Cosa hai promesso ai tuoi lettori?

Perché è così importante la promessa?

Ti sei mai fatto questa domanda?

Che cos’è in concreto la promessa?

Devi sempre aver presente chi è il tuo lettore ideale e se non ne sai abbastanza su questo argomento, puoi leggere il post “Trova il tuo lettore ideale“.

La promessa è strettamente legata al lettore ideale e la possiamo spiegare come il vantaggio più rilevante per il nostro lettore ideale.

La promessa è l’insieme dei contenuti chiave che vogliamo comunicare, condividere e trasferire al nostro lettore ideale.

Potrebbe sembrarti più semplice associare questo concetto legandolo a manuali o saggi, ma ti posso assicurare che c’è una promessa nascosta in ogni libro, non importa se sia un romanzo, una raccolta di racconti o poesie.

La promessa è qualcosa che è ben presente in tutta la nostra vita, facciamo continuamente promesse a casa, in famiglia, sul lavoro, ad amici e clienti.

La promessa è tale se si realizza, se l’aspettativa da cui viene anticipata si verifica fino in fondo.

La promessa consolida la fiducia che abbiamo in un autore, in una casa editrice, in una serie tv o una casa produttrice.

Ad esempio dal punto di vista delle librerie, scegliere di vendere e spesso consigliare solo autori pubblicati da determinate case editrici risponde proprio ad una promessa, almeno in linea teorica, di qualità finale del prodotto, frutto di una selezione attenta dal punto di vista del processo editoriale. Ed è uno dei motivi per cui certe case editrici non arrivano in libreria: potrebbero ad esempio non seguire un processo di validazione editoriale del contenuto che pubblicano, o essere degli editori solo a pagamento, che di fatto stampano qualsiasi cosa.

Le case editrici stesse hanno una loro promessa nella scelta dei titoli da pubblicare che devono confermare e sostenere il loro posizionamento.

Il mio editore principale, Editrice Bibliografica con la sua collana “I mestieri del libro” promette a chi vuole lavorare in editoria di fornire i testi più aggiornati e completi per questo settore.

Quando parla agli autori, lo fa con un’altra collana chiamata “Scrivere”, che parla proprio a questo target specifico e promette di svelare i meccanismi della scrittura di ogni singolo genere e lo fa con testi tipo: “Scrivere Fantasy”, “Poetry Slam”, “Scrivere per ragazzi”, “Scrivere rosa”, “Scrivere per il fumetto” e così via.

Qual era la promessa di Amazon quando vendeva solo libri? Prometteva agli utenti la possibilità di poter acquistare oltre 1 milione di libri, che puoi ricevere a casa tua in meno di 48 ore.

La promessa è un rapporto tra il lettore e l’autore, tra il lettore e la casa editrice ma anche tra il lettore e la libreria e perfino tra il lettore e l’influencer sui social che parla di un certo libro o editore.

Quali problemi risolve il tuo libro? Quali sogni o emozioni regala? Quali esperienze fa vivere? Quali domande fa nascere? A quali domande dà una risposta?

E che tu stia scrivendo o promuovendo un giallo, un fantasy, un romance, poesie, racconti, manuali, trucchi o segreti, la tua promessa risponde a una o più delle domande precedenti.

Per provare a costruire questa tua promessa, mettiti nei panni dei tuoi lettori e prova a rispondere a queste 3 domande:

  • Cosa mi dà questo autore?
  • Come mi fa sentire questo autore?
  • Cosa racconta di me il fatto di aver letto questo o quell’autore?

Analizziamole una per una.

Cosa mi dà questo autore? La possiamo anche formulare in “Cosa mi offre questo autore?” È una domanda focalizzata sul contenuto ed è anche facile rispondere perché il contenuto c’è o non c’è. È facile trasferire contenuto ed è qualcosa di replicabile in modo facile.

Soprattutto se ci si ferma al contenuto.

Come mi fa sentire questo autore? È una domanda che ci porta a riflettere sulla qualità del valore di quel contenuto. Non è qualcosa di standard o che puoi ritrovare facilmente in altri libri, è l’esperienza personale in prima persona dell’autore che emerge dal libro ed è qualcosa di unico e inimitabile.

Dimmi chi sei Riccardo ScandellariCosa racconta di me l’aver letto questo o quell’autore? Questa risposta è la più difficile e voglio provare a spiegarvela con un esempio. Nel 2020 Riccardo Scandellari ha pubblicato “Dimmi chi sei”, un libro sul personal branding. Se non l’hai ancora letto, compralo subito. Se vuoi saperne di più, sul mio blog trovi anche la mia recensione che ti dà numerosi motivi per leggerlo.

Se sei un esperto di marketing o ti definisci tale, questo è non solo un libro da leggere, ma anche un libro di cui parlare su LinkedIn. Insomma parlare di quel libro ti rende un po’ più esperto rispetto a chi non lo fa, ti posiziona come uno che è sul pezzo perché legge il titolo del momento. Personalmente vi dico che funziona, anzi proprio tra le persone che hanno parlato su LinkedIn di questo libro, ho trovato diverse persone interessanti e con alcune di queste sono nate delle belle opportunità lavorative.

Se vi volete posizionare come esperti di narrativa dell’Ottocento, come fa Marta Pelizzi con il suo profilo Twitter, libri come “I tre moschettieri” o “Il conte di Montecristo” devono essere per voi un argomento che dominate.

Se volete approfondire questo argomento, vi invito a leggere l’articolo di Valentina Falcinelli su Penna Montata dal titolo “Brand essence: qual è l’anima della tua azienda?”. Nel suo articolo Valentina racconta di come lavorare sull’anima e l’essenza della propria azienda e, in questo caso, del vostro brand personale. È quel qualcosa che permette al nostro essere “di durare nel tempo, di restare, di germogliare. Di resistere”.

Noi lettori diventiamo speciali in virtù del libro che teniamo tra le mani o di cui parliamo sui social.
È difficile, ma chi riesce a ottenere questo risultato, sa di essere diventato a tutti gli effetti un brand.

E la sfida per noi autori è puntare a questo obiettivo, non facile, non veloce ma dai risultati che durano nel tempo.

Non si può scalare la montagna tutta in un giorno e come al solito, la metafora dell’iceberg accompagna anche questo approccio: il risultato è solo la minima parte di tutto quello che è nascosto sott’acqua; ma si parte dal piccolo, dalla prima di queste 3 domande e il resto pian piano si costruisce settimana dopo settimana, mese dopo mese.


Photo by alise storsul on Unsplash

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