Le nicchie ovvero dove trovo i miei lettori?

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Davide, ma tu come e dove ti promuovi per vendere il tuo libro?

Quando si è l’autore del libro “Promuovere e raccontare i libri online”, questa domanda arriva ad ogni intervista, ad ogni presentazione o incontro.

In questo articolo vi racconto da dove sono partito.

Tutto ha inizio nel 2007 e se state pensando ma Davide il tuo libro è uscito quasi 7 anni dopo…avete ragione è un sacco di tempo.

Il 17 febbraio 2007 ho creato il mio profilo su Linkedin, seguito a maggio dal mio account su Myspace e quello su Xing, e poco dopo è stata la volta di Twitter e Facebook.

Ero affascinato dal mondo dei social, dalle incredibili opportunità di dialogo e confronto all’interno di community in cui ci si confrontava su diversi temi di interesse comune.

Dialogare sui social network quando si è tra i primi ad entrare è qualcosa di particolare, speciale, prezioso e intimo: ci si conosce tutti e ci si confronta con tutti e soprattutto a parlare di un singolo argomento si è in poche decine di persone.

All’epoca non lo sapevo ancora, ma quelle community così attive, così dinamiche e fertili di contenuti erano già di per sé delle nicchie: eravamo pochi e in un numero così ristretto da rappresentare già il numero ideale di relazioni da coltivare per costruire dei legami forti da professionisti.

Se escludiamo una mia breve parentesi di qualche mese dove su Facebook ho perso del tempo a giocare a Farmville e affini, ho sempre considerato tutti i social allo stesso modo: strumenti di lavoro dove confrontarsi, usando al meglio servizi e mezzi che ogni social offre.

All’epoca poi eravamo gli stessi su tutti i social, anzi il gioco era in parte quello, essere i primi a “scovare” un profilo degli altri sul nuovo social e invitarli anche lì per ricostruire di nuovo gli stessi legami, come se le conversazioni senza discontinuità si potessero spostare da un social all’altro: ero già immerso nei contenuti liquidi ma non lo sapevo ancora.

All’epoca non avevo un focus particolare sull’editoria nel mio uso dei social, parlavo di marketing e comunicazione online su diversi fronti: turismo, e-commerce, SEO, ma appena potevo saltavo nelle community dove si parlava di libri, di scrittura creativa e di #scritturebrevi.

Poi nel 2011 Stefano Monti, l’editore della casa editrice Xenia, mi chiede di scrivere un libro su una delle mie passioni, lo Yoga della Risata e a quel punto inizio a verticalizzare l’esperienza maturata nei primi anni sui social costruendo una community di persone interessate a quell’argomento.

Avevo appena iniziato a costruire la mia nicchia e nel giro di poco più di un anno avevo venduto un migliaio di copie del mio libro.

Da diversi anni collaboravo già con diverse case editrici fornendo loro soluzioni e-commerce e progetti di comunicazione sui social media ed è proprio da alcune di loro che nasce la richiesta di scrivere un libro per spiegare come fare a promuovere i libri sui social network.

Nel 2013 esce quindi la prima edizione del mio libro, con l’endorsement di Sebastiano Zanolli, la gioia del mio editore, Editrice Bibliografica, che di fatto pubblica per prima un libro su questi temi nella sua collana “I mestieri del libro” e le aspettative di quei pochi che all’epoca erano interessati al tema dei libri e ai social.

Nel giro di poche settimane stavo costruendo una nuova community di persone interessate a questo nuovo contenuto, una nuova nicchia.

Già dalla mia prima esperienza sapevo che il ruolo di noi autori è fondamentale sia per la promozione che la vendita del nostro libro.

Come ho costruito la mia prima community di persone interessate a questo contenuto?

Mi sono chiesto, dove posso trovare facilmente non solo persone che amano leggere i libri ma che vogliono saperne di più per promuoverli?

La risposta era semplice: al Salone di Torino ed è lì che nel 2015 lo presento davanti ad una trentina di persone, molte delle quali finito l’evento comprano il libro e stessa cosa succede pochi mesi dopo a Bookcity Milano.

L’approccio che ho seguito è stato molto semplice, soprattutto guardandolo a posteriori: sono andato lì dove c’erano altissime probabilità di trovare persone interessate al tema del mio libro e il resto l’ha fatto il programma ufficiale dell’evento dando a tutti i partecipanti la possibilità di trovarmi e di venire ad ascoltarmi se interessati all’argomento.

Di fatto ho seguito la stessa logica adottata per la promozione del mio primo libro: per farmi conoscere mi offrivo per tenere sessioni gratuite di questa disciplina durante le raccolte fondi di associazioni e onlus: loro portavamo il pubblico all’evento, io ci mettevo i contenuti e a fine evento le persone compravano il libro.

È così che ho costruito la prima community e poi la seconda intorno al nuovo libro.

In un’intervista a Riccardo Scandellari, presente all’interno della nuova edizione del mio libro, lo stesso Riccardo afferma che Se vuoi vendere un libro tra tre anni, devi iniziare a promuoverlo oggi e ti serve un processo di promozione diverso: i tuoi futuri lettori nascono dalla community online che ti segue.

Per questo è importante coltivare le relazioni online, costruire un gruppo forte di persone interessate ai temi che trattate: queste persone vi danno attenzione e sono partecipi, interagiscono e sono curiose di saperne di più.

Il passo successivo e solo quello successivo, è di convogliare i vostri contenuti e la vostra esperienza nel libro.

È quello che ho fatto anch’io: ho iniziato con una piccola nicchia e ho parlato con loro dei temi caldi del mio libro, così facendo ho iniziato costruire dei legami con le persone interessate a questi argomenti; poi alcune di queste hanno comprato e letto il libro, e da qui ne è nato un dialogo, un confronto, questa è la fase dove ci si conosce tutti per nome e cognome, è la fase in cui si formano legami forti che possono trasformare le persone anche in ambasciatori dei nostri contenuti, pronti a divulgarli, a invitare altre persone a leggere il libro o a partecipare agli eventi.

Quindi il consiglio importare è trova i tuoi primi 100 lettori fortissimi.

Copertina La pratica scritto da Seth Godin edito da Roi EdizioniPrendendo in prestito le parole di Seth Godin dal suo ultimo libro “La pratica”, edito in Italia da Roi Edizioni, vi voglio suggerire questo consiglio “Andate in cerca del minimo pubblico fattibile. Realizzate il lavoro per qualcuno, non per tutti.

Il vostro lavoro e l’attività che portate avanti sui social o più in generale online, devono generare domande, devono attirare l’attenzione di un pubblico sensibile al vostro contenuto, alla vostra storia. Deve essere chiara a tutti la vostra “missione”, ogni vostro messaggio online la deve ribadire e consolidare.

Sapete cos’è fondamentale?

Rubando altre parole a Seth Godin vi dico che, “Sono le domande di coloro che cospirano insieme a voi, delle persone che aderiscono a intraprendere quel percorso con voi. Se la vostra sollecitazione a porre “qualsiasi domanda” non riceve risposta, dovete ottenere maggiore adesione e rendere le vostre asserzioni più chiare.

E se ti stai chiedendo, Davide, se io devo focalizzarmi su 100 lettori fortissimi che leggono il mio libro, quelli che tu definisci come “quelli per i quali l’ho scritto”, dove li trovo?

La domanda è lecita ed è fondamentale trovare la risposta, perché è a loro che dobbiamo far sapere che abbiamo scritto un testo che potrebbe interessare loro.

Ogni social ha il suo utente ideale e il nostro lettore ideale è un di cui di quel social.

Su Linkedin ad esempio il mio libro ci sta a pennello, inizio a parlare con la mia nicchia e poi innesto un passaparola virtuoso che porta il libro a vendere centinaia di copie ogni mese.

Qual è il social più adatto per i temi trattati dal tuo libro? Come puoi scoprirlo?

Inizia osservando le persone che già parlano di questo argomento o di temi affini: su quale social lo fanno e in che modo ne parlano? Ci sono nicchie o community di persone attivi su questo argomento? Ci sono per caso micro influencer attivi su questo tema che potresti contattare per capire come collaborare insieme?

Le nicchie e i micro influencer sono elementi chiave del nostro successo, perché la comunicazione uno a molti non funziona più, ora quando noi parliamo con i nostri fan e follower parliamo ad ognuno di loro, quasi chiamandoli per nome, anzi spesso è proprio così.

Se pensate che i numeri che hanno i micro influencer non siano significativi, vi devo mettere in guardia, diffidate dalle vanity metrix legate solo a numero di fan e follower.

Fermatevi a osservare come le persone interagiscono con questi profili e ne capirete molto di più della forza della loro community, che sia virtuale sui social o reale e legata magari a professionisti e studenti con i quali si confrontano ogni giorno.

Siete pronti a costruire la vostra nicchia?

Si parte da qui, da questa domanda, dove trovo i miei lettori?

 

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Photo by PEYNE François on Unsplash

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