Il cigno nero in editoria

Ascolta “#60 I cigni neri dell’editoria” su Spreaker.

 

Sapete che cos’è un cigno nero?

Avete mai sentito parlare di Evgenija Nikolaevna Krasnova?

Cosa può insegnare il filosofo e matematico Nassim Nicholas Taleb a ognuno di noi?

Scopriamo insieme queste risposte!

Iniziamo con la prima domanda:

Che cos’è un cigno nero?

L’espressione “Cigno nero” la troviamo in una frase del poeta latino Giovenale: “uccello raro sulla terra, quasi come un cigno nero”, perché all’epoca si pensava che tutti i cigni fossero bianchi, dato che nessuno ne aveva mai visto uno di qualsiasi altro colore.

Poi, nel XVI secolo, è stato scoperto il cigno nero australiano da parte di un gruppo di esploratori europei, e grazie a questo ritrovamento tutti hanno capito che i cigni neri esistono!

In poche parole l’affermazione “tutti i cigni sono bianchi” è una conclusione a cui potremmo arrivare anche noi in tanti altri contesti, ma solo perché partiamo da una falsa premessa o da una limitata esperienza che ci fa credere qualcosa che non è come appare.

Proprio da queste premesse l’espressione cigno nero indica indica un evento rarissimo, imprevedibile.

Copertina libro cigno nero taleb saggiatoreIl matematico ed esperto di scienze dell’incertezza Nassim Taleb nel suo libro “Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita”, edito da Il Saggiatore, ne dà questa definizione:Ciò che qui chiameremo Cigno nero (con la maiuscola) è un evento che possiede le tre caratteristiche seguenti. In primo luogo, è un evento isolato, che non rientra nel campo delle normali aspettative, poiché niente nel passato può indicare in modo plausibile la sua possibilità. In secondo luogo, ha un impatto enorme. In terzo luogo, nonostante il suo carattere di evento isolato, la natura umana ci spinge a elaborare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo spiegabile e prevedibile.”

In poche parole siamo di fronte a un cigno nero se sono soddisfatti questi 3 criteri: rarità, impatto enorme e prevedibilità retrospettiva (ma non prospettiva).

La terza è uno degli elementi chiave: ci sono eventi di importanza sproporzionata e che hanno un grande impatto, difficili da prevedere, molto rari e molto lontani da ciò che ci si sarebbe potuto aspettare.

Proprio a supporto di questa definizione, Taleb ci racconta della scrittrice: Evgenija Nikolaevna Krasnova.

Ecco la sua storia.

Evgenija Nikolaevna Krasnova era una romanziera sconosciuta, con un background insolito e nessuna pubblicazione alle spalle. Era una neuroscienziata interessata alla filosofia che voleva condividere le sue teorie attraverso un libro. Trasformava le sue teorie in storie ma non era in grado di rispondere a una delle domande chiave che le facevano ogni volta:

Il tuo libro è un saggio o un testo di narrativa?

Così come non aveva una risposta a “per chi è scritto questo libro?”

Le davano consigli tipo “deve capire per chi è scritto questo libro”, “deve conformarsi a un genere specifico” e così via.

Non avendo alla fine trovato alcun editore che la volesse pubblicare, Evgenija decise di pubblicare il testo integrale del suo libro su Internet e fu così che trovò un gruppetto di lettori che la sostenne, tra cui un editore che decise di pubblicarla.

Sapete come è andata?

Nel giro di cinque anni il suo libro divenne uno dei più grandi e strani successi della letteratura, vendendo milioni di copie nel mondo e arrivando a essere tradotto in 40 lingue.

Oggi la casa editrice che l’ha pubblicato è diventata una grande azienda.

Volete saperne di più su questa scrittrice? Se pensate di affidarvi a Google non troverete le sue opere. Lei è un personaggio inventato da Taleb all’interno del suo saggio. E’ un pretesto per introdurci alcune riflessioni e spunti che tutti noi autori dovremmo avere ben presenti.

Le vendite dei libri, così come le citazioni tratte dagli stessi, un numero importante dei risultati di ricerca che contengono il nostro nome rispondono più a dei principi di casualità che a strategie vere e proprie di posizionamento.

Rispondono forse più alla legge di Pareto o altre teorie simili, che a strategie lineari di crescita.

Ed è proprio di numeri dell’editoria che anche Taleb parla nel suo testo. Ci dice ad esempio che:

  • In un paese come la Francia, dove purtroppo molti scrivono libri e pochi li leggono, le case editrici rispettabili accettano un manoscritto su mille provenienti da autori esordienti.
  • La situazione è ancora più irregolare nelle vendite di libri. Se vi dicessi che due autori hanno venduto in tutto un milione di copie, la combinazione più probabile sarebbe di 993000 copie vendute per un autore e 7000 copie vendute per l’altro.
  • Nel mondo dell’editoria statunitense, le proporzioni sono piuttosto 97/20 (cioè il 97 per cento delle vendite di libri è realizzato dal 20 per cento degli autori); e la situazione peggiora se prendiamo in considerazione la saggistica (20 libri su circa 8000 rappresentano la metà delle vendite).
  • In editoria non si sa in anticipo quale libro avrà successo
  • Ammettiamo che voi «pensiate» che soltanto 96 libri all’anno venderanno più di 250000 copie e che «pensiate» che l’esponente sia di circa 1,5. Da qui potete stimare che circa 34 libri venderanno più di 500000 copie;

Perché ci sono così tante case editrici? Taleb lo spiega così in modo cristallino: “con un libro si ha poco da perdere, ma per ragioni inattese qualsiasi libro potrebbe essere un successo. Gli svantaggi sono pochi e facilmente controllabili.”

Scrivere un capolavoro, diventare la nuova J. K. Rowling è impossibile? 

Io non credo. Il primo passo, come al solito, è iniziare e costruire le basi perché un cigno nero positivo possa accadere nelle nostre vite.

Se pensiamo che “è inutile pubblicare il mio libro tanto non lo leggerà nessuno”, stiamo di fatto sbattendo la porta in faccia al cigno nero.

Tornando a Evgenija Nikolaevna Krasnova, sapete cosa successe dopo la pubblicazione dei suoi libri e il successo che ha ottenuto? Che tanti editori le hanno detto: “ah se avessi contattato me, avrei capito subito il tuo potenziale e ti avrei pubblicato seduta stante.”

Non è così: a posteriori tutti gli editori vorrebbero pubblicare un cigno nero.

A posteriori.

 

 

Photo by Dorothe Wouters on Unsplash

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