Appassionare alla lettura

Ascolta “#46. Appassionare alla lettura” su Spreaker.

Quanti libri avete letto nell’ultimo anno?

Su 100 persone che dichiarano di leggere ben il 44% non arriva a 3 libri all’anno e solo il 16% afferma di aver letto almeno un libro al mese nei 12 mesi precedenti.

Grazie ai numeri del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2020 dell’Associazione Italiana Editori, posso dirvi che l’Italia è tra i cinque maggiori mercati editoriale europei eppure è anche il paese con il più basso indice di lettura.

Cosa possiamo fare con il cappello di autori, scrittori, podcaster e più in generale di creatori di contenuti di fronte a questi numeri?

Facciamo un passo indietro e partiamo da alcuni numeri di base: solo il 16% dei lettori afferma di aver letto negli ultimi 12 mesi, almeno un libro al mese.

Anche all’interno di questo gruppo di persone se proviamo ad analizzarle più in dettaglio troviamo una “polarizzazione” dei numeri che ci ricorda la legge di Pareto, nota anche come legge 80/20:  il 2% di questi lettori legge in un anno più di 36 libri.

Questi numeri sono in calo rispetto ai due anni precedenti: confrontando i dati del 2019 rispetto a quelli del 2017 scopriamo che i lettori forti passano dal 21% al 16% in soli due anni.

Non a caso una delle domande aperte di questa ricerca è “Non è il caso di pensare alla promozione della lettura tra gli adulti?”

Mi vengono in mente le parole che Neil Gaiman ha scritto nel suo libro “Questa non è la mia faccia: Saggi sparsi su leggere, scrivere, sognare e su un mucchio di altra roba”, edito in Italia da Mondadori.

Tutti noi, in quanto lettori, scrittori, cittadini, abbiamo degli obblighi. Credo che abbiamo l’obbligo di leggere per puro piacere, in luoghi pubblici e privati. Se leggiamo perché ci piace, […] mostriamo agli altri che leggere è una bella cosa. Abbiamo l’obbligo di sostenere le biblioteche. Di utilizzare le biblioteche, di incoraggiare gli altri a usarle. […] Abbiamo l’obbligo di leggere ad alta voce ai nostri figli. […] Abbiamo l’obbligo di utilizzare il tempo della lettura come un momento che crea e rafforza un legame, come un momento in cui non si controlla il cellulare, in cui si mettono da parte le distrazioni.”

 

 

 

Questi obblighi vanno a braccetto con i 10 diritti dei lettori scritti da Pennac nel suo celebre libro
Come un romanzo” edito da Feltrinelli:

  1. Il diritto di non leggere: leggere è un piacere non un obbligo, possiamo anche scegliere altre attività.
  2. Il diritto di saltare le pagine: se troviamo delle parti noiose nel libro che stiamo leggendo, le possiamo saltare
  3. Il diritto di non finire il libro: Se un libro non ci piace del tutto, lo possiamo abbandonare
  4. Il diritto di rileggere: se un libro ci è piaciuto così tanto da volerlo rileggere tutto, siamo liberi di farlo
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa: la curiosità è il nostro propellente, per questo siamo liberi di leggere qualsiasi libro, di qualsiasi genere, trama e contenuto. Sentiamoci pure lettori onnivori.
  6. Il diritto al bovarismo, noto più comunemente come il diritto a perdersi nel libro: siamo liberi di farci rapire tra le pagine del libro, di perderci e vivere tra le sue pagine
  7. Il diritto di leggere ovunque: si può leggere in qualunque luogo: sui mezzi pubblici, nelle sale d’attesa, tra una pausa e l’altra, al mare al parco: ogni momento è una buona occasione per leggere.
  8. Il diritto di spizzicare: possiamo liberamente saltare da una pagina all’altra del libro, scegliendo l’ordine che più ci piace, così come siamo liberi di prendere un libro e di leggere una pagina a caso al suo interno.
  9. Il diritto di leggere ad alta voce: così possiamo ricreare atmosfere diverse e “sentir vibrare in modo diverso le parole dell’autore”
  10. Il diritto di tacere: possiamo anche decidere che leggere è una nostra attività intima e che non vogliamo condividere con gli altri.

Quest’ultimo punto oggi è il meno forte, grazie ai social ci sentiamo tutti spinti a condividere le nostre letture e a raccontarle.

È proprio grazie a questa condivisione che tutti noi possiamo contribuire a promuovere la lettura e aumentare i libri letti.

Nella community di persone che mi segue sia sul podcast che sul blog, siamo tutti lettori e ognuno di noi quando ad esempio sceglie di condividere sui social l’ultimo libro letto, agisce a tutti gli effetti come un influencer.

Ognuno di noi comunica alla propria rete di contatti le proprie opinioni sul testo invitando all’acquisto quel tal libro se gli è piaciuto, o invitandovi a non comprarlo affatto se lo ha deluso.

In tutti questi casi al centro della nostra comunicazione ci sono i libri, gli ebook, i contenuti digitali, c’è sempre un oggetto fisico, un titolo specifico.

È la voglia di condividere quella specifica lettura, di invitare anche gli altri a provare le stesse emozioni, le stesse sensazioni che abbiamo vissuto noi.

È la nostra passione per la lettura a spingerci a condividere l’ultimo libro letto.

È anche la tesi che sostiene Giulia Ciarapica nel suo libro “Book blogger. Scrivere di libri in rete: come, dove, perché” edito da Franco Cesati Editore: “Chi scrive o parla di libri in Rete lo fa per passione, i blog e i social network sono un modo fresco, ironico, leggero e creativo per parlare di libri e letteratura online”.

I book blogger o la loro evoluzione più recente book influencer sono prima di tutto lettori, che ogni giorno leggono, approfondiscono, studiano e condividono le proprie passioni e interessi. 

In una sua intervista su Libreriamo, Giulia Ciarapica afferma che tra i book influencer “c’è chi punta di più sul blog e chi punta di più sui social, chi si diletta a consigliare solo classici e chi invece, di classici, non si occupa proprio. C’è chi vuole puntare l’attenzione sui libri scritti da donne, chi ama soprattutto gialli e romanzi storici, chi non legge autori autopubblicati e chi si occupa prevalentemente di saggistica. Ciò che conta, in ogni caso, è che in questa varietà nessuno tratta la materia letteraria con superficialità. Opinioni, riflessioni, giudizi dettati dal gusto personale: niente viene lasciato al caso.”

La riprova di queste considerazioni arrivano sempre dal Rapporto dell’ufficio Studi AIE: ormai il 64% di chi compra libri si dichiara «molto» e «abbastanza» influenzato dall’aver letto segnalazioni presenti su social e blog. Un anno fa era il 59%. 

Ci troviamo di fronte a nuovi consumatori catturati dalle dinamiche del passaparola ed è qui che rientriamo in gioco noi, ognuno di noi, che condivide sui social le nostre passioni e interessi.

Possiamo essere grandi influencer, possiamo essere piccoli o micro influencer: abbiamo tutti l’opportunità di parlare di libri e di invitare gli altri alla lettura, di coinvolgerli, di stimolare la curiosità e la voglia di viaggiare, perché almeno in questo momento, con la fantasia possiamo muoverci liberamente e non ci sono colori gialli, arancioni o rossi a fermarci.

 

Photo by Shiromani Kant on Unsplash

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