6 domande per promuovere e raccontare i vostri libri

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Presentazioni online: esigenza o opportunità?

È con questa domanda che Massimo Salomoni ha iniziato la presentazione del mio libro giovedì scorso, ospiti del canale Facebook di Hoepli.it.

Cos’è cambiato nell’ultimo anno?

È cambiato tutto, fino a qualche mese tutti noi pensavamo che non si potessero fare presentazioni online, come autori, io compreso, eravamo soprattutto interessati ad incontrare i nostri lettori dal vivo, ora tutti cerchiamo occasioni per promuovere i nostri libri online, così ci possono seguire persone da tutta Italia e volendo anche dall’estero.

Cambia il contesto e ci sono diversi esempi interessanti di presentazioni online che funzionano più e meglio di altre, senza contare che noi essere umani siamo animali che si adattano e che si adattano facilmente.

Abbiamo imparato che al di là dello schermo ci sono persone, impariamo a vedere gli autori nella loro quotidianità, non più in quello che Massimo Salomoni ha definito come il Sancta Sanctorum degli autori, la libreria e le sale per le presentazioni.

Se provassimo a fare un viaggio veloce nella storia, da Omero e la tradizione orale, passando per i podcast e gli audiolibri per arrivare fino a Clubhouse, come si collega tutto questo con il mondo dei Libro?

Quello che sta accadendo è quello che già nel 2014 avevo teorizzato nella prima edizione del mio libro, citando a mia volta figure ben più esperte di me “Il libro si sta trasformando in un contenuto liquido”.

Oggi sempre più autori prima di iniziare a scrivere, si chiedono: “Qual è il mezzo migliore per divulgare il mio contenuto?”

Le risposte possono essere molteplici: libro, ebook, film, documentario, podcast, audiolibro, canale YouTube, guide online, webinar, corsi, ciclo di eventi o perfino format per la radio e la televisione.

Se parto dal mezzo rischio di arrivare ad un certo punto e scoprire che il mezzo scelto non è alla prova dei fatti il più adatto per raccontare il mio contenuto e devo tornare indietro.

Se invece penso in senso più in generale al mio contenuto, posso poi scegliere dopo quale sarà l’output migliore, grazie ad una inversione tra contenuto e mezzo.

Libri e social media amici, nemici o semplici conoscenti?

Possiamo considerare i libri e social media come compagni di merenda: sempre più spesso, da lettore pesco suggestioni dalla rete, scoprendo testi e libri che non avrei mai potuto scoprire da solo su questo o quell’autore.

Non avrei mai scoperto Fabiano Massimi e il suo libro l’Angelo di Monaco, se non fosse stato per un tweet che ho intercettato, stesso discorso per Zugzwang. Il Dilemma del Pistolero di Alessandra Pierandrei che ho scoperto grazie ad una sequenza di post a cura della casa editrice che l’ha pubblicato, senza contare i colleghi e i professionisti su Linkedin con i quali condividiamo i nostri consigli di lettura.

Per come vedo io il legame tra libri e social media, è un grande lavoro di squadra tra chi scrive i libri, chi li legge e chi li racconta; mai come in questo momento di contatti limitati e scarse occasioni di confronto dal vivo, i social media e più in generale i canali online diventano il nostro nuovo consulente digitale di libri.

Una delle domande che mi viene fatta più spesso è: ok Davide, un post ha catturato la mia attenzione e mi ha incuriosito, parla di un libro che potrei anche decidere di comprare e leggere, ma, come facciamo a fidarci di un post di un perfetto sconosciuto?

Come capiamo se un profilo di qualcuno è affidabile ed è un buon “spacciatore di libri?”

Dobbiamo verificarlo sul campo leggendo altri post e contenuti di questo utente, capendo chi segue e chi lo segue, leggiamo anche i suoi commenti e i commenti che altri utenti fanno ai suoi post, così iniziamo a farci un’idea più precisa della sua esperienza e competenza.

Scatta in gioco una sorta di laurea di competenza per acclamazione popolare: tu sei affidabile su un argomento in funzione delle persone che ti seguono o lo attestano attraverso le loro interazioni con te.

Sui social media dobbiamo per forza parlare dei contenuti del libro per interessare il nostro lettore?

Secondo me, la soluzione migliore è immaginare il libro come un contenuto a sé, un repository di informazioni di partenza da cui partire per una nuova narrazione: più che raccontare quello che c’è nel libro, che appunto, ci basta leggerlo per saperlo, la vera sfida è andare oltre e ampliare quel contenuto, continuare a renderlo vivo e interessante.

Che tu sia un autore, una casa editrice, una biblioteca o una libreria, intorno a noi siamo pieni di spunti da cui attingere per creare nuovi post e nuovi contenuti: possiamo usare le parole, possiamo usare immagini o illustrazioni, scattare foto con i nostri smartphone, o girare piccoli video.

Rispetto a tutti gli altri settori, il libro ci offre già tanto materiale, spunti, pillole da cui partire per regalare un’esperienza diversa a chi ci segue e a chi ci legge.

In editoria lo dico sempre, non è mai un problema di contenuti.

Chiediamoci piuttosto: al nostro utente interessa davvero vedere la copertina piatta del libro senza alcuna personalizzazione o indicazione del perché l’abbiamo scattata?

Forse al nostro lettore non interessa un contenuto piatto e anonimo come l’immagine di copertina del libro a tutta pagina.

Il nostro lettore è alla ricerca di spessore: già il dare tridimensionalità alla copertina stimola un messaggio diverso e questo è solo il punto di partenza, dare spessore significa dare valore al nostro contenuto.

Ad esempio Massimo Salomoni nella nostra presentazione suggerisce questa idea:

Invece di mettere la copertina piatta del libro, in un post, prepara una fila di libri con sopra appoggiato il mio libro “Promuovere e raccontare i libri online”, dietro metti il tuo computer e scatta una foto, è sicuramente un modo per comunicare il tema di questo libro in modo diverso e più tridimensionale.

C’è ancora la paura a svelare sui social troppi dettagli del libro, come capita a volte con alcuni trailer di film al cinema che praticamente te lo raccontano tutto?

Oggi sui social noi possiamo raccontare più che il libro, la storia del libro.

Ad esempio a chi mi segue interessa perché ho deciso di scrivere questo libro, con questo taglio particolare sul mondo dell’editoria, perché non ho scelto di raccontare la mia esperienza in modo più ampio e trasversale visto che seguo la comunicazione per clienti anche in altri settori.

La risposta è semplice perché io parlo alle nicchie, così come suggerisco di fare ai miei lettori e ascoltatori nel libro, nel blog, in questo podcast e nelle numerose dirette.

Ho seguito questo approccio fin dal 2014 anno in cui è uscita la prima edizione di questo libro.

L’edizione precedente si chiamava “Promuovere e raccontare i libri sui social network” raccontava un focus molto più ristretto e specifico dei contenuti ed è uscita a ottobre 2014.

La nuova edizione pubblicata a novembre 2020 e interamente riscritta ha cambiato parte del titolo che è diventato “Promuovere e raccontare i libri online” per dare un senso molto più ampio al progetto e così come lo è stato per la prima edizione, racconta la mia esperienza e le evoluzioni degli ultimi sei anni.

Ogni settimana estendo i contenuti del libro con nuovi articoli sul blog, le puntate del podcast, le dirette video, i materiali bonus e i confronti nel gruppo Facebook dedicato.

Il libro dà le basi, la struttura, i fondamentali perché i fondamentali valgono sempre, sono gli stessi e sono gli stessi su tutti i social: sia di quelli che oggi non ci sono più così come di quelli attuali o di quelli che arriveranno domani.

I contenuti online lo estendono e così per la prima volta il libro non finisce, il suo contenuto si espande, diventa interattivo, si trasforma in un dialogo aperto con i lettori, vive e resta attuale anno dopo anno.

Vuoi aiutarmi anche tu?

Scrivimi, fammi domande, chiedimi pareri, potrai diventare lo spunto per una delle mie prossime puntate.

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